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Domenico Prattichizzo, Professore di Robotica all’Università di Siena, ci parla di WearHap: un progetto europeo di ricerca che esplora le rivoluzionarie applicazioni della tecnologia tattile e della robotica indossabile. Grazie a lui scopriamo un futuro, molto vicino, nel quale le persone potranno toccarsi a distanza non solo nello spazio, ma anche nel tempo.

 

Abbiamo incontrato Domenico Pratticchizzo, un curriculum accademico prestigioso e un entusiasmo per il proprio lavoro a dir poco contagioso, al primo TEDXRoma, evento al quale ha partecipato con un interessante talk sul progetto di ricerca europeo del quale è coordinatore dal 2013. Il progetto si chiama “WearHap”, sigla che sta per “Wearable Hapticts for Human and Robots”, ed è impegnato a porre le basi scientifiche e tecnologiche per la realizzazione di dispositivi ‘aptici’ indossabili, la nuova frontiera dell’interazione tattile tra esseri umani e robot.

Tra gli obiettivi più ambiziosi del team di ricerca quello di sviluppare le potenzialità della wearable technology nella direzione dell’inclusione soprattutto di persone non vedenti e ipovedenti. Domenico Prattichizzo ci mostra un ditale robotico e dei braccialetti aptici, dispositivi mobili e indossabili che stimolano l’avambraccio e che possono essere usati da un cieco come guida per muoversi autonomamente nello spazio. Un modo per emanciparsi tanto dal supporto di una persona fisica o di un cane guida, quanto dall'utilizzo di ausili uditivi che, per molti aspetti utili, finiscono per ostruire un canale sensoriale importantissimo per chi soffre di una disabilità visiva, l’udito appunto. “Un cieco ha bisogno di sentire la città nella quale si muove, ha bisogno di sentire l’ambiente con cui interagisce”.

Questi dispositivi tecnologici sfruttano la comunicazione tattile e permettono al non vedente di essere guidato attraverso stimoli tattili da un amico, un parente o un volontario, da “angeli tattili” che operano a distanza attraverso gli stimoli sensoriali inviati ai dispositivi. “Un bastone per ciechi o un cane guida sono ausili utilissimi, ma non sapranno mai dirmi dov’è la farmacia o il supermercato, un angelo tattile sì”.

E questo è solo l’inizio, Domenico Prattichizzo ci anticipa altre affascinanti applicazioni: i dispositivi aptici potrebbero consentire non solo la comunicazione tattile a distanza nello spazio, ma anche a distanza nel tempo. Potremmo esser in grado di registrare e replicare le nostre emozioni tattili e comunicarle a posteriori.

Per concludere gli abbiamo chiesto come vede il rapporto tra mondo del business e il mondo della ricerca.

Il mondo del business mi affascina, l’unità di ricerca che coordino, in fondo, è una PMI che si sostiene con i fondi del mercato della ricerca e che produce occupazione. Credo che chi fa business debba parlare di più con il mondo della ricerca, i due mondi devono integrarsi e cooperare. E credo moltissimo nella wearability, sono convinto che le incredibili applicazioni di questa tecnologia porteranno la comunicazione tattile fuori dai laboratori. L’indossabilità sta dando vita a una nuova era della comunicazione, un’era nella quale il canale tattile sarà sempre più centrale”.

Guarda il talk integrale di Domenico Prattichizzo

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Image Credits: Giulio Riotta/TEDXROMA
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