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Luca La Mesa è un mentor del Wind Startup Award

Dopo 2 vittorie consecutive, Luca La Mesa è di nuovo un mentor ufficiale del Wind Startup Award, pronto a condividere la sua esperienza e a dispensare consigli preziosi per chi sta iniziando un'avventura imprenditoriale.

 

Per il terzo anno consecutivo siamo felici di avere Luca La Mesa nel nostro staff. Tra i massimi esperti di Social Media Marketing in Italia, Luca ha il merito di aver seguito personalmente come mentor Snapback, startup salita sul podio dei vincitori del Wind Startup Award 2014, e Friendz, campione in carica del Wind Startup Award.

Abbiamo già pubblicato un'intervista a Luca La Mesa lo scorso anno, ne riproponiamo degli estratti, aggiungendo il racconto delle esperienze più significative, sul piano professionale e di crescita personale, vissute da Luca nel 2016, esperienze di cui i due team da lui seguiti, Deesp e ThePressMatch, potranno senz'altro beneficiare durante il programma di training appena iniziato.

 

Vuoi presentarti alla community di WBF?

L.L.M. Appassionato di Marketing ed innovazione. Dopo aver lavorato nel Marketing di Unilever e Procter&Gamble mi sono specializzato sullo studio delle strategie avanzate di Social Media Marketing e su tecniche di innovazione. Ad oggi mi divido tra la consulenza verso top brand e la formazione in ambito universitario. Il mio mantra è cercare ogni giorno di imparare qualcosa (in particolare dagli errori).

Il 2016 è stato un anno di grande crescita personale e professionale. Lato social media ho avuto il piacere di lavorare a progetti sempre più sfidanti come le Olimpiadi di Rio 2016 con il CONI, gli Internazionali BNL d’Italia con la Federazione Italiana Tennis, sono diventato advisor di FENDI affiancando il Worldwide Communication Director in diverse attività.

 

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Il caso più particolare è stato forse il primo documentario su Papa Francesco realizzato con FremantleMedia grazie ai contenuti ottenuti dal basso sui social media.

A livello di crescita personale ho avuto il piacere di essere stato selezionato per il corso di Hive Global Leaders Program che si è tenuto ad Harvard ad Aprile. Ho avuto la responsabilità di aprire e gestire il chapter di Roma di Singularity University (#SingularityURome) che, nel suo quartier generale al NASA research park, studia come le tecnologie esponenziali ci permetteranno di risolvere le prossime grandi sfide.

 

Inaugurazione SingularityU Rome - Luca La Mesa

 

Una delle esperienze internazionali più interessanti è stata anche quella di presentare i migliori casi di Social Media & Sport dentro lo stadio dell’Arsenal davanti ai responsabili di Barcellona, Real Madrid, Manchester United, NBA ecc..

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Cosa significa per te essere un mentor?

L.L.M. Sicuramente essere mentor significa avere la responsabilità di consigliare al meglio i vari team in un percorso che può essere molto gratificante, ma che, rispetto alle aziende tradizionali, richiede grande capacità di rapide azioni correttive della strategia iniziale per comprendere le differenze tra l’idea iniziale e la reale esigenza che il mercato dimostrerà. È allo stesso tempo una grande soddisfazione che nel tempo mi ha permesso di vedere crescere dei veri talenti che sono passati dall’avere grande entusiasmo ad avere vere aziende che fatturano e guadagnano ogni giorno nuovi spazi nel mercato. Il ruolo del mentor è molto delicato. Ha la grande responsabilità di permettere alle startup di non ripetere eventuali errori che il mentor ha visto su altri tavoli in precedenza e in questa maniera aumenta le probabilità di riuscita del progetto e la sua velocità di implementazione.

 

Da mentor, quali tipi di progetti di business ti attirano di più, quali sono più sfidanti o ti interessa di più seguire?

L.L.M. Da due anni a questa parte sono sempre più affascinato ai progetti di tecnologia inclusiva che tendono a rimettere al centro coloro che sono rimasti ai margini. Ne ho visti diversi alla Singularity University e spero che pure in Italia possano presto vedere un terreno fertile.

 

Quali sono le caratteristiche principali di un buon mentor ?

L.L.M. In primis deve essere competente sulle aree di maggior interesse della startup. Non esistono “tuttologi del web” né “esperti di startup a 360 gradi”. Deve dunque anche saper fare un passo indietro se i consigli richiesti sconfinano in territori a lui meno noti e magari attivare la propria rete di contatti business e personali per aiutare concretamente la startup sulla richiesta specifica. Oggi per fortuna non è più necessario “sapere tutto”, quanto sapere chi può aiutarci. Altra caratteristica principale è sicuramente un’alta capacità di analisi e di visione. I consigli non devono mai essere troppo soggettivi ma frutto di esperienze pregresse o di studi specifici. Deve avere “visione” per permettere di guidare i team in un percorso di medio periodo che spesso ai primi passi può sembrare poco chiaro.

Umanamente deve saper capire quando e come incoraggiare la startup, in particolare nei momenti più scuri e stressanti, magari raccontando come lui in passato ha superato molte difficoltà. Deve diventare in parte un “padre” che sappia incoraggiarti, ma anche riprenderti quando stai andando fuori strada. Quando questo avviene si crea un feeling incredibile e un senso di gratitudine che rimane molto a lungo nel tempo.

 

Tre buone ragioni per partecipare a una business competition?

L.L.M. Per mettersi in discussione, imparare come presentare al meglio un’idea e magari anche conoscere altri ragazzi che stanno affrontando un percorso simile con i quali fare magari ulteriori business insieme in futuro.

 

Se dovessi dare 3 consigli a chi sta partecipando al Wind Startup Award?

  1. Accettare la sfida non con l’obiettivo di vincerla, ma di sfruttare al massimo queste settimane e il network che Wind Startup Award ti mette a disposizione per imparare il più possibile e perfezionare l’idea alla quale si sta lavorando.
  2. Adottare un approccio basato sui numeri in cui provare a misurare bene i vostri traguardi focalizzandovi sui numeri importanti e ignorando quelle che si definiscono “Metriche di vanità” (Vanity Metrics) che possono sembrare belle (10.000 fan) ma che, se non c’è dietro una vera strategia, non vi porteranno molto lontano.
  3. Il terzo consiglio che cerco di trasmettere sempre a chi vuole fare startup è l’importanza di una execution rapida e precisa. Quando andavo all’Università ci dicevamo che “bisognava trovare un’idea”: inventiamoci un portale per condividere foto (Flickr), video (YouTube) o vendere online (Ebay). A distanza di diversi anni siamo ormai entrati nell’epoca che mi piace definire “dell’Execution”. Non importa quale idea voi abbiate avuto, c’è sicuramente qualche altro team in giro per il mondo che ci sta lavorando o l’ha già realizzata.
 

E per augurare in bocca al lupo a tutte le startup del programma di training di quest'anno, riprendiamo la citazione di Steve Jobs con la quale Luca chiudeva l'intervista dello scorso anno:

 

People think focus means saying yes to the thing you've got to focus on. But that's not what it means at all. It means saying no to the hundred other good ideas that there are. You have to pick carefully. I'm actually as proud of the things we haven't done as the things I have done. Innovation is saying no to 1,000 things. (Steve Jobs)

   
Biografia di Luca La Mesa
Appassionato di Marketing ed innovazione. Dopo aver lavorato nel Marketing di Unilever e Procter&Gamble si è specializzato sullo studio delle strategie avanzate di Social Media Marketing e su tecniche di innovazione.
In questi anni ha ottenuto importanti risultati con clienti come con il Campionato Mondiale Superbike, Pirelli, AS Roma, Fendi, Federazione Italiana Pallavolo, Internazionali BNL d'Italia, CONI, Olimpiadi di Rio2016, Cornetto Algida, Dove, Winner Taco, Mediaset, La7, Comitato Digitale per Matteo Renzi, e molti altri.
Ha ideato strategie di successo per giocatori della Nazionale Italiana (Ciro Immobile) durante i Mondiali in Brasile 2014, per Top Player Italiani come Francesco Totti (attività #MioCapitano organizzata con la As Roma per il rinnovo per il 20° anno del Capitano), per Francesca Piccinini, capitano della Nazionale Italiana di Pallavolo durante i Mondiali del 2014 (campagna #ConLeAzzurre | Campagna più virale d’Italia ad Ottobre 2014) e con la campionessa di tennis Flavia Pennetta (Dao). Ad oggi si divide tra la consulenza verso i top brand e la formazione in ambito Universitario In questi anni ha insegnato in HEC Paris, Sapienza, John Cabot University ed è il 1° Top Teacher in Italia di Ninja Academy.
Ad inizio 2017 è stato eletto Presidente della Procter&Gamble Alumni Italia con mandato 2017-2020.
Nel 2015 è stato selezionato per partecipare all'Executive Program della Singularity University presso il NASA Research Park in Silicon Valley per lo studio delle tecnologie esponenziali per affrontare le "world's grand challenges" e dal 2016 è stato nominato Chapter Ambassador con la responsabilità di aprire e gestire il chapter di Roma: SingularityU Rome.
Nel 2016 è stato selezionato per HIVE Global Leaders Program tenutosi ad HARVARD (100 selezionati da 57 paesi del mondo). Nel suo ruolo di mentor ha vinto per due anni consecutivi (2015 e 2016) la competizione nazionale di Wind: “Wind Startup Award”. La forte passione per l'innovazione lo ha portato negli ultimi anni a ricoprire i seguenti ruoli: Board of Advisor Luiss Enlabs, Docente InnovAction Lab, Mentor Microsoft/Nokia/Windows Phone MAAC program, Mentor Founder Institute.
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