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Alla fine del programma di accelerazione in Luiss EnLabs, Gabriele Giugliano, CEO e Co-Founder di Tutored, presentava il suo pitch all'Investor Day. Dopo 3 mesi chiudeva un round di €400mila. Il video e l'analisi della sua ottima performance.

 

Tre Co-Founder (Gabriele Giugliano, Nicolò Bardi, Martina Mattone), tutti studenti universitari e tutti sotto i 25 anni, per un progetto di business che ha fatto letteralmente il botto. La storia di Tutored, una piattaforma web che mette in contatto studenti alle prese con gli esami e studenti o laureati che quello stesso esame l'hanno già sostenuto con successo, e che vogliono guadagnarsi qualche soldo con le ripetizioni, è una storia esemplare sotto tanti punti di vista, vediamo perché!

La startup vede ufficialmente la luce nel giugno 2014 "tra i banchi" di InnovAction Lab. I numeri sono da subito incoraggianti, prima ancora di avere un sito web, Tutored aveva messo su, a titolo di test, una pagina Facebook aperta a tutti quei ragazzi che nel mercato delle ripetizioni ci stavano già e che avrebbero volentieri pagato una piccola fee per avere una vetrina online sulla quale promuoversi come tutor.

 

Tutored ha cominciato a fatturare prima ancora di avere un sito web.

 

A novembre 2014 esce in versione beta pubblica e la startup entra nel quinto programma di accelerazione di Luiss EnLabs, avvalendosi di un primo finanziamento del valore di €60.000; la community comincia a crescere, il team si espande. Nel giro di pochi mesi la piattaforma per le ripetizioni, gratuita per gli studenti che hanno bisogno e a pagamento per i tutor che si promuovono (abbonamento mensile da €12), raggiungeva una community di 10mila utenti e superava le 600 prenotazioni effettuate.

 

A marzo 2015 Tutored chiudeva un round di investimento di €400.000 stanziato da diversi fondi di venture capital: LVenture e Club Italia Investimenti 2, Club Digitale, Telematica finanziaria, 272 holding, Msm Group, Replanet.

 

Oggi il servizio copre cinque grandi città italiane, punta a diventare leader del mercato nel nostro Paese (un mercato che in Italia vale €400 milioni, in Europa 4 miliardi), e guarda all'internazionalizzazione aprendosi innanzitutto alla Germania.

Se la storia di Tutored è una storia modello, be' lo è anche il pitch che Gabriele ha fatto davanti agli investitori e alla platea dell'Investor Day in Luiss EnLabs lo scorso gennaio. Vi consigliamo di guardarlo e ascoltarlo con attenzione perché dà ottimi consigli su come impostarlo e come performarlo.

Noi ne abbiamo estratto una mini-guida in 5 step delle caratteristiche che, a nostro avviso, non possono mancare ad pitch che funziona.

 

1. BREVITÀ: il pitch di Gabriele dura circa 5 minuti, non annoia mai e non omette informazioni importanti;

2. CHIAREZZA: la struttura è ben scandita, il linguaggio informale, ma appropriato, la presentazione del progetto esaustiva;

3. STILE: il tono di voce è colloquiale, diretto, coinvolgente. Traspare la passione, quanto la grande padronanza di quel che si sta raccontando;

4. STRUTTURA: ecco le sezioni che non possono mancare:

  • Presentazione: presentati al pubblico in modo diretto e colloquiale. Un po' di ironia non guasta mai.
  • Il problema: a qual è problema/esigenza risponde la tua startup? Chi può avere bisogno della tua startup?
  • La soluzione: descrivi in modo semplice come funziona la soluzione che hai progettato, insisti sulla caratteristica che la rende unica, originale e più efficace di altre.
  • Il modello di business: come monetizza la tua startup?
  • I risultati: metti in evidenza i risultati raggiunti (numeri, user base, media di crescita mensile, fatturato, etc.) e in quanto tempo.
  • Stato dell'arte: dove si trova ora la tua startup.
  • Il mercato: descrivi che mercato ha in Italia e all'estero.
  • I competitor: chi sono e come pensi di essere più forte di loro.
  • Il futuro: quali sono i prossimi step?
  • La roadmap: le tappe più importanti della storia della tua startup.
  • Il team: perché le persone sono il punto di forza di una startup.
  • Advisors e partners: racconta chi sta credendo in te o sta vedendo in te un valido partner.

5. SLIDE: sono un supporto importantissimo, non devono mai essere ridondanti o ripetitive rispetto alla presentazione a voce, devono aiutare a mettere a fuoco gli aspetti più importanti, ma non distogliere mai l'attenzione dalla performance complessiva.

 

Quale il segreto del successo di Gabriele e dei sui soci quindi? Difficile a dirsi, magari lo chiederemo direttamente a loro un giorno. Di certo quel che passa è una grande tenacia e la convinzione di aver intercettato un bisogno che esiste, e continuerà ad esistere, e una soluzione che funziona.

 
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