Filtra per categoria

In occasione del compleanno del web, evento organizzato a Roma da Riccardo Luna per festeggiare i primi 20 anni della Rete, abbiamo incontrato Fabio Lalli, fondatore del network Indigeni Digitali e "startupper compulsivo".

"Bloggo, Twitto, Comunico, Telefono, Programmo, Navigo, Cerco, Penso, Chatto, Innoveggio, startuppeggio. Ovviamente faccio tutto contemporaneamente". E non è possibile neanche smentirlo, Fabio Lalli, che oltre alla sua attività di Strategy Consultant ICT e di "startupper compulsivo" ha fondato circa un anno e mezzo fa il network degli Indigeni Digitali, nato come un insieme di happening, aperitivi, occasioni per persone appassionate di web e che credono nella "saggezza delle folle" per scambiarsi conoscenze e creare valore. Tutto questo è poi diventato un vero network digitale, con la creazione del blog ufficiale e del gruppo Facebook, molto attivo su tutte le tematiche che interessano la cultura digitale, dallo sviluppo al marketing, dai consigli sui tools alla vera e propria costruzione di team e progetti. Pochi giorni fa è nata l'associazione Indigeni Digitali, impegnata per la diffusione dell'innovazione sul territorio italiano, per proseguire il supporto agli startupper e promuovere occasioni di networking tra profili diversi. Tra i progetti lanciati da Fabio Lalli oggi sono ancora online Baby 2.0, applicazione iPhone nata da un'idea dopo la nascita del suo bambino con Annalisa Pauracchio e Cristiano Severini, e YepLike, applicazione di photosharing sviluppata con lo stesso team. Ultima creatura è un'app nata dalla collaborazione con Lorenzo Sfienti, che permette agli utenti di ampliare le funzionalità di Instagram, diventata già popolare e ripresa da The Next WebCNN. L'esperienza di startup viene spesso vista come il sogno imprenditoriale della Silicon Valley, e viene a volte confusa con la sola fase di sviluppo di una applicazione web, ma "fare startup" non è esattamente questo - spiega Fabio Lalli - inizia subito dopo, quando ci si deve confrontare con il mercato, raccogliere clienti e gestire un'impresa.

Partecipa al nuovo contest Mobile APPeal!

CONDIVIDI

Entra o registrati gratuitamente per accedere ai contenuti esclusivi della nostra community.


REGISTRATI
TAG:

ARTICOLI CORRELATI

Non più di 10 slide per il tuo pitch: Kawasaki insegna [infografica]

Non più di 10 slide per il tuo pitch: Kawasaki insegna [infografica]

La questione è piuttosto semplice, un pitch non deve avere più di 10 slide: la regola di Guy Kawasaki.

CONDIVIDI
A scuola di Startup con Wind Business Factor e Mind the Bridge

A scuola di Startup con Wind Business Factor e Mind the Bridge

Marco Marinucci, Founder and Executive Director di Mind the Bridge ci parla delle opportunità formative della MtB Startup School. Da quest'anno anche gli iscritti alla WBF Competition avranno l'opportunità di essere invitati alla scuola per vivere l'esperienza di una startup in Silicon Valley.

CONDIVIDI