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Imprenditoria femminile: le opportunità e le agevolazioni

I finanziamenti agevolati per favorire oggi l'imprenditorialità femminile e far crescere il numero delle donne imprenditrici di domani. Tutte le istruzioni per fare domanda.

 

Oggi si celebra, come ogni 8 marzo, la Giornata Internazionale della donna, altrimenti e meglio nota come Festa della donna, una ricorrenza importante e dalla storia complessa, che testimonia le lotte e i sacrifici che le donne hanno dovuto affrontare per conquistare alcuni diritti fondamentali sul piano politico, economico, sociale. Una ricorrenza di cui ogni anno e ancora oggi è importante ricordare l'origine, perché tante di quelle battaglie sono necessarie ancora oggi in diverse parti del mondo e perché tante delle conquiste celebrate sul piano delle pari opportunità e dei dei diritti fondamentali, sono ancora lontane dall'essere definitive e consolidate. Dal momento che la Giornata Internazionale della donna richiama soprattutto l'attenzione sul tema delle pari opportunità nel mondo del lavoro, diamo un sguardo a cosa si muove nell'ecosistema startup per agevolare l'iniziativa imprenditoriale femminile, che continua a crescere meno di quella maschile.

 

Donne 2017: finanziamenti agevolati per l'imprenditorialità femminile

Il piano Renzi per favorire e sostenere le donne imprenditrici è stato prorogato di un biennio, arrivano fino al 31 dicembre 2017 e coinvolgendo, oltre all'ABI (Associazione Bancaria Italiana), anche Confindustria e il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, che hanno istituito un fondo ad hoc per l'occasione.

Il piano governativo si basa su tre direttive:

  1. Investire nelle donne
  2. Creare una rete con gli istituti di credito;
  3. Favorire la crescita economica grazie all’iniziativa delle donne.

Le agevolazioni nell'accesso al credito riguardano sia imprese ancora da costituire che piccole imprese già esistenti, formate in prevalenza da donne. Nello specifico il protocollo prevede che ciascuna delle banche aderenti deve mettere a disposizione delle imprese femminili e delle lavoratrici autonome, un plafond finanziario destinato alla concessione di finanziamenti, a condizioni competitive, lungo le seguenti tre linee direttrici:

  • “INVESTIAMO NELLE DONNE” – finanziamenti finalizzati a realizzare nuovi investimenti, materiali o immateriali, per lo sviluppo dell’attività di impresa ovvero della libera professione;
  • “DONNE IN START-UP” – finanziamenti finalizzati a favorire la costituzione di nuove imprese a prevalente partecipazione femminile ovvero l’avvio della libera professione;
  • “DONNE IN RIPRESA” – finanziamenti finalizzati a favorire la ripresa delle PMI e delle lavoratrici autonome che, per effetto della crisi, attraversano una momentanea situazione di difficoltà.

Come fare domanda:

È sufficiente chiedere questo tipo di prestito all’istituto di credito che si è scelto, portando la propria partita IVA e l’iscrizione alla camera di commercio, se serve, specificando che il prestito è per la propria società. L’istituto di credito attiverà la convenzione monetaria, che non sarà elargita dal privato, ma interamente garantita dallo Stato. La procedura da seguire diventa molto più veloce e snella; basta rivolgersi alla propria banca e poi sarà questa ad inoltrare la pratica al MISE, vero erogatore del prestito e garante del credito stesso.

L'elenco delle banche aderenti. 

Per approfondire. 

 

Invitalia: Finanziamenti agevolati per giovani e per donne

Nello specifico si devono possedere i seguenti requisiti:

  • Ditta individuale: il titolare deve essere una donna;
  • Società di persone e cooperative: deve esserci almeno il 60% dei soci donne;
  • Società di Capitali: almeno 2/3 delle quote devono essere in possesso di donne e l'amministrazione deve essere composta almeno da 1/3 di donne.

Per quanto riguarda le piccole imprese i requisiti da possedere al momento della domanda di partecipazione al bando sono:

  • Aver meno di 50 dipendenti;
  • Avere un fatturato inferiore a 7 milioni di euro o 5 milioni in totale di bilancio;
  • Non essere dipendenti da imprese partecipanti.

Compreso questo, il passo successivo è l’individuazione del tipo di agevolazione. Può essere:

  • Regionale: che emana dei bandi che sono in parte a fondo perduto: sono finanziamenti costituiti da una parte di capitale che non deve essere restituito, generalmente il 50% o 80% e il resto è rimborsato in rate mensili a tasso agevolato.
  • Nazionale attraverso il Fondo di Garanzia: non è un contributo economico, ma permette di richiedere un finanziamento garantito dallo Stato. Il Fondo non interviene nei rapporti tra il beneficiario e la banca né tanto meno sui tassi di interessi applicati, ma sulle garanzie reali, assicurative e bancarie. Le domande per la concessione della Garanzia dello Stato possono essere presentate sia dalle imprese femminili che dalle professioniste, direttamente alla banca e al Fondo.
  • Microcredito: anche questo tipo di agevolazione prevede non un contributo economico ma la garanzia sull'eventuale prestito richiesto da imprese femminili già costituite o da professioniste con Partita IVA da almeno 5 anni. Per accedere al microcredito le imprese e le professioniste non devono avere più di 5 dipendenti e 10 in caso di Società di persone, SRL semplificate e cooperative.
  • Autoimpiego Invitalia: ottimo strumento di sostegno per creare, sviluppare ed avviare piccole attività imprenditoriali da parte di disoccupate e donne in cerca di prima occupazione. La gestione del fondo, è assegnata a INVITALIA.
 
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