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Le startup italiane all'Unbound Digital di Londra

A Londra una delegazione di 29 startup 'fa squadra' e racconta a una platea internazionale in che direzione si sta muovendo l’innovazione italiana. La testimonianza di Marco Bicocchi Pichi, Consigliere di Italia Startup con Delega all’Internazionalizzazione.

 

Ospitato negli spazi di Vinopolis, tempio londinese della degustazione e acquisto di buon vino, Unbound Digital è un evento di matching, un’occasione di incontro e confronto tra investitori, imprenditori, business leader ed ecosistemi startup provenienti da tutto il mondo. L’Associazione Italia Startup ha assicurato all’Italia una presenza importante: una squadra di 29 startup, provenienti da tutta la penisola e capaci di testimoniare, attraverso la diversità dei loro prodotti e servizi, in che direzione si sta muovendo l’innovazione nel nostro Paese.

Abbiamo chiesto a Marco Bicocchi Pichi, consigliere di Italia Startup con Delega all’Internazionalizzazione, di raccontarci che cosa ha significato per le startup italiane la presenza all’evento londinese e che ‘impressione’ ha fatto il nostro paese alla nutrita platea dei protagonisti dell’ecosistema startup internazionale.

Ci siamo chiesti innanzitutto con quali umori, attese, timori, desideri le startup italiane sono partite alla volta della capitale britannica...

“La quasi totalità delle startup coinvolte è impegnata nella raccolta di fondi per il proprio sviluppo e quindi la maggiore aspettativa riguardava la possibilità di avvicinare possibili investitori interessati ad approfondire la loro proposta”, ci racconta Bicocchi Pichi. Ma “c’era anche la voglia di presentarsi insieme e fare squadra con l’orgoglio di essere una selezione nazionale”.

Italia Startup sta raccogliendo i risultati di un questionario con le valutazioni all’indomani dell’evento. "Il risultato preliminare indica che il motivo di maggior soddisfazione è stato quello di ‘fare e sentirsi un sistema, una squadra’. Le delusioni o parziali soddisfazioni sono venute soprattutto dalla difficoltà di 'agganciare' in sede potenziali investitori. Alcune delle startup più attive che hanno agito con contatti via LinkedIN ed altri mezzi sono risultate mediamente più soddisfatte di quelle meno esperte e con l’aspettativa di essere cercate più che di trovare il giusto matching. In ogni caso alcune difficoltà riscontrate in eventi simili si sono confermate".

Ma chi erano le 29 startup presenti e con quali criteri Italia Startup le ha selezionato per l’evento di Londra? Intanto le ricordiamo: Alleantia, Bemyeye, Beond, Cloudesire, Digitalbees, Fabtotum, Fazland, Flazio,Ipresslive, Kolektio, Lanieri, Lorenzo Vinci, Love The Sign, Mosaicoon, Musement, Musicraiser, Negentis, Nextome, Photospotland, Primo Round,Rebel Alliance, Retailer In, Sellf, Skebby, Spazio Dati, Taggalo, Waynaut, Wib, Xmetrics.

È stato il panel di consiglieri a segnalare le candidate ideali, quelle pronte per affrontare una platea internazionale sia rispetto all’obiettivo di espansione del business che di raccolta fondi. “Ci siamo focalizzati sull’area digital in coerenza con la conferenza che non era disegnata per imprese ad esempio del bio-tech. Successivamente alla segnalazione dei consiglieri abbiamo dialogato con le imprese e raccolto informazioni dettagliate per validare le candidature. Ne è emerso un gruppo di alta qualità e rappresentativo di diverse aree di focalizzazione”, spiega Bicocchi Pichi.

WBF: Con quali gli obiettivi Italia Startup ha portato la delegazione italiana all’Unbound Digital?

M.B.P.: "Gli obiettivi che Italia Startup si è data per l’attività di internazionalizzazione sono tre :

A) Sviluppare Mercati; B) Attrarre Investitori; C) Accrescere la Cultura di Industry del nostro ecosistema.

La nostra presenza ad Unbound Digital era indirizzata a tutti e tre gli obiettivi strategici che riteniamo possano essere perseguiti anche attraverso la crescita della “brand equity” dell’ecosistema startup Italiano che trova nel brand “Italia Startup” una sintesi. Aver unito le nostre istituzioni come il MISE, Ambasciata, Camera di Commercio, ITA/ICE, Invitalia, Banca d’Italia attorno alle nostre startup ed aver avuto Stefano Firpo (MISE) sul palco della sessione di apertura della conferenza ritengo sia un risultato positivo".

WBF: Quale immagine dell’Italia è stata trasmessa alla platea internazionale dell’Unbound Digital?

M.B.P.: "Abbiamo ricevuto molti commenti di apprezzamento per la qualità e quantità delle nostre startup presenti e per la rappresentanza di “sistema”. Non abbiamo realisticamente messo a segno un risultato decisivo ma sicuramente abbiamo contribuito a far crescere l’immagine della nostra “industry delle startup”. In due parole, molti da oggi ci prendono più sul serio e gli organizzatori di Unbound Digital sono interessati ad organizzare un evento internazionale in Italia".

WBF: Che cosa, invece, avete riportato a casa dell’esperienza londinese?

M.B.P.:"Questa esperienza è stata la prima ed a soli due mesi dalla mia nomina a Delegato Internazionalizzazione. Ci sono cose che abbiamo imparato e che desideriamo applicare sin dalla prossima azione in particolare per assicurare incontri pre-fissati. Certamente abbiamo trovato una risposta molto positiva al “fare squadra” ed organizzarsi in delegazione ed abbiamo raccolto un’ampia disponibilità a “a contribuire ad un gruppo di lavoro Italia Startup sull'internazionalizzazione” che intendiamo senz’altro raccogliere. La sfida è fare sempre di più e meglio perché ci confrontiamo con una industry sempre più globale e competitiva, ma dobbiamo avere la consapevolezza che solo un atteggiamento provinciale può impedirci di conquistare grandi traguardi".

Ringraziamo Marco Bicocchi Pichi per la sua testimonianza e ci auguriamo che questa esperienza possa essere presto replicata, di nuovo all'estero o, meglio ancora, in Italia!

E per chi, come noi, non era presente all'evento, un consiglio: andate a visitare la sala stampa virtuale realizzata da iPressLive.

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