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Sharing Economy: 5 modelli di business sostenibili

Tra collaborazione e business, i modelli della sharing economy creano valore sociale e generano profitto: cinque esempi.

 

Sharing Economy: che cos'è

La Sharing Economy (SE) è un asset fondamentale, consolidato e profittevole della digital economy, ma se torniamo alla sua definizione originaria ci accorgiamo che molti business ascritti oggi a questa macro-categoria, non le appartengono in senso stretto. Che cosa si intende allo per SE in senso rigoroso? Si intende un modello economico e culturale collaborativo costruito intorno alla condivisione di risorse umane e materiali e alla partecipazione di diverse persone e organizzazioni nei processi di creazione, produzione, distribuzione, commercio e consumo di beni e servizi. La vocazione e la sfida della SE è la promozione di una diversa distribuzione della ricchezza, un'innovazione economica e sociale ancora prima che tecnologica.

Economia a costo marginale zero: Jeremy Rifkin sulla Sharing Economy

Figlia della cultura digitale e della crisi economica, la SE ha dato vita a un sistema economico che si distacca da quello dell'economia tradizionale sia dal punto di vista dei valori (consumo consapevole, responsabilità, reciprocità, collaborazione, comunità, fiducia e sostenibilità ambientale e sociale), sia dal punto di vista del modello di mercato e dei suoi attori. I consumatori diventano pro-sumer, figure ibride tra producer e user, sì perché nella SE l'utente di una piattaforma può agire come consumatore, ma anche come fornitore non professionale.

Come si legge nel report dei risultati della ricerca di Altroconsumo (2015) "Collaboration or Business? Collaborative consumption: from value for users to a society with values", per cogliere le straordinarie possibilità offerte dalla sharing economy,

 

occorre superare le spesso sterili contrapposizioni tra libertà d'impresa e diritti fondamentali di cittadini e consumatori e creare invece, sulla base della nuova catena digitale del valore, le condizioni ottimali per uno sviluppo economico equo e sostenibile. A tale scopo appare pertanto essenziale il riconoscimento in capo ai consumatori del diritto di poter beneficiare appieno dell’innovazione tecnologica.

 

Se vuoi avviare un'impresa nel mondo della SE ti sarà utile conoscere i settori in cui il modello del Consumo Collaborativo sta avendo più successo in termini di sostenibilità e di generazione profitto, e i modelli di business più profittevoli.

La nostra intervista a Matteo Stifanelli, AirBnb Italy

 

Sharing Economy: i modelli di business e i settori

AirBnb, Uber, Kickstarter, Gnammo, BlaBlaCar sono le case histories più citate quando si parla di business di successo della SE, iniziative incensate da chi le usa e che hanno attratto velocemente grandi capitali. Casi esemplari perché in questi casi il modello collaborativo ha generato fatturato ingente in tempi rapidi e ha registrato un impatto sociale e ambientale decisamente positivo, contribuendo a modificare i nostri comportamenti e le nostre abitudini.

Ma esistono centinaia di startup innovative della SE che stanno continuando a nascere negli ecosistemi di tutto il mondo, ecco quali sono i settori e i modelli di business che continuano a risultare più sostenibili economicamente e socialmente:

1. Network collaborativi per rispondere alle esigenze quotidiane di una comunità

Questo modello ha un ottimo impatto in diversi settori:

  • Mobilità: car-sharing, car-pooling, bike-sharing;
  • Travel: couchsurfing, co-farming;
  • Alloggi: piattaforme di affitto tra privati sul modello Airbnb, co-housing.
  • Social Eating.

2. Crowdfunding

Modello affermato in tutto il mondo basato sulla raccolta partecipativa di raccolta fondi per finanziare imprese, idee, eventi, opere di ingegno, etc.. Esistono diverse tipologie di piattaforma:

  • Crowdfunding donation based;
  • Crowdfunding lending based;
  • Crowdfunding reward-based;
  • Equity Crowdfunding.

3. Editoria e giornalismo partecipativo

Tutti i progetti di knowledge sharing, modello wikipedia per intenderci, e tutte le piattaforme di giornalismo dal basso e di produzione editoriale collaborativa.

4. Open Data

Tutti i progetti che si basano sulla trasparenza, sulla condivisione di dati, sull'open source.

5. Economia circolare

Tutte le community online che favoriscono la ridistribuzione di beni usati e di seconda mano, il riciclo, la riduzione degli sprechi.

Guarda la nostra intervista a Francesco Ardito di LastMinuteSottoCasa.

 

Sharing Economy: le norme

In attesa che vengano fornite delle linee guida uniformi dalla Comunità Europea, per favorire lo sviluppo di progetti imprenditoriali basati sul modello della SE, l’orientamento l'orientamento più diffuso è quello di integrare con codici di condotta il regime giuridico del paese di riferimento, dare indicazioni chiare sulla gestione dei dati personali e sulla responsabilità delle piattaforme (better regulation, no overegulation).

Insieme all'aspetto normativo, occorre però continuare a promuovere un nuovo approccio culturale aperto al cambiamento e capace di incoraggiare l’assunzione di responsabilità, non perché lo dice la legge ma perché conviene.

 

Nell’epoca dell’economia della condivisione l’etica aiuta lo sviluppo più del venture capital.

Se hai un progetto di impresa basato sulla sharing economy, candidalo alla nuova edizione del Wind Startup Award.

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